MOVIMENTO INDIPENDENTE STATO MINIMO

A norma dell'art. 36 e seguenti del codice Civile e 49 della Costituzione è costituito il MISM

L'associazione ha sede in Milano,Corso di Porta Vittoria 54

 

Il movimento si ispira a principi di solidarietà, giustizia e nonviolenza ed ai valori dello Stato liberale.

Intende proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di valori ed interessi comuni, ponendosi come punto di riferimento per tutti coloro che ritengano l'intervento dello Stato limitato al bene di ogni singolo individuo che ha pari dignità sociale di fronte ad esso.

Il Movimento non ha fini di lucro, opera per l'esclusivo perseguimento di finalità di libertà e solidarietà sociale e la sua struttura è democratica.

Lo scopo del movimento è quello di ridimensionare il potere statale e politico, ridurre gli enti pubblici e snellire tutto il sistema burocratico che oramai ci affligge da molto tempo e, di conseguenza, restituire al cittadino una sua dignità personale che gli semplifichi la vita sociale e lavorativa di tutti i giorni.

Si esclude l'esercizio di qualsiasi attività commerciale, che non sia svolta in maniera marginale e comunque ausiliaria e secondaria rispetto al perseguimento dello scopo sociale.

L'associazione è regolata da uno statuto ed agisce nei limiti del codice civile, delle leggi statali e regionali che regolano l'attività dell'associazionismo e del volontariato, nonché dei principi generali dell'ordinamento.

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MOVIMENTO INDIPENDENTE STATO MINIMO : Il futuro dell’Italia.

 

"Uno Stato che pensasse di provvedere a redistribuire il reddito e a riequilibrare le condizioni sociali, perseguendo politiche di riparazione nei confronti delle persone meno avvantaggiate, è uno Stato che non considera le singole persone come fini, ma semplicemente come mezzi in vista del bene della Società, intesa come la maggior parte degli uomini o la totalità”.

[Robert Nozick]

 

L’Italia è un paese dove, secondo le statistiche, le tasse oscillano tra il 45% e l’85%; un imprenditore si trova a dover versare in tasse circa l’80% di quanto guadagna ed allora, viene naturale porsi alcune domande. Lo Stato utilizza i soldi che versiamo per far fronte ai nostri bisogni? E’ in grado di pianificare, gestire, distribuire le nostre liquidità in modo efficiente e funzionale al miglioramento dell’Italia e degli Italiani?

I servizi e le infrastrutture gestite a livello statale, sono efficienti? Vista l'altissima percentuale di danaro che versiamo all’Erario, tutto dovrebbe funzionare in modo a dir poco ottimale; tuttavia, ogni giorno, ci rendiamo sempre più conto che la realtà è ben diversa. Siamo salassati all’Erario, per avere in cambio ben poco.

La situazione reale, purtroppo, è palese e sotto gli occhi di tutti : sottrarre risorse ai privati affinché lo Stato possa redistribuire in modo inefficiente, è inaccettabile.

Volgendo lo sguardo sulla situazione politica italiana attuale, possiamo notare come lo Stato abbia gestito male l’emergenza immigrazione, aprendo le frontiere oltre le proprie possibilità, e finendo per far passare in secondo piano le esigenze degli italiani. In particolare, dovrebbe essere reso più rapido il sistema di espulsione qualora lo straniero non abbia avuto modo di trovare una occupazione nello stato ospitante entro un anno dall'ingresso, ed agli stessi deve anche essere applicato il cosiddetto “Redditometro”: tutti devono pagare le tasse, non i soliti onesti.

Lo Stato deve lasciare spazio ai privati e diventare uno “Stato minimo”come insegna il filosofo americano degli anni ottanta Robert Nozik, lo stato minimo è etico.

Il primo passo per immaginarci un futuro con uno Stato Minimo, consiste nel riflettere sul pensiero del filosofo Rober Nozick secondo cui lo Stato minimo è uno stato liberale che si pone come unico obiettivo la tutela dei diritti fondamentali. Contrariamente allo Stato sociale, quello liberale predilige il rispetto e la salvaguardia dell'iniziativa privata in opposizione ad ogni tentativo di dirigismo statale. Il compito fondamentale non è quello di perseguire forme di eguaglianza sostanziale, ma di limitarsi unicamente a quelle di eguaglianza formale. L'apparato statale, pertanto, risulta “alleggerito" ed incentrato sulla tutela di pochi diritti essenziali ed in grado di lasciare la massima libertà all'iniziativa dei singoli. Lo Stato minimo dovrebbe, pertanto, garantire i servizi relativi alla giustizia, al diritto e alla protezione. Tra gli economisti vi sono pareri contrastanti sulla necessità dell'intervento dello Stato nelle decisioni private ma tutti, comunque, concordano su due funzioni minime che uno Stato dovrebbe svolgere. In primo luogo, garantire l'esercizio della proprietà, ed in secondo luogo assicurare il funzionamento del mercato. Sono queste le funzioni che configurano lo Stato minimale.

Isostenitori argomentano questa conclusione con due motivazioni, una classica l'altra moderna. L'argomentazione classica è quella dei più convinti sostenitori delle virtù del mercato, il cui funzionamento appare loro scevro da inefficienza o da importanti imperfezioni; sono motivazioni per sostenere l'inutilità delle correzioni.

L'argomentazione moderna ammette che il mercato produce imperfezioni che comportano costi sociali, ma si sostiene che anche l'autorità stessa dello Stato non è scevra da imperfezioni; una motivazione che sostiene quindi l'inefficienza delle correzioni. Inutilità o inefficienza dell'autorità comportano entrambe che lo Stato minimale si limiti ai compiti minimi: attribuzione dei diritti, amministrazione della giustizia, esercizio della difesa.

Robert Nozick, in particolare, sostiene una visione radicalmente individualista della vita, che comporta la drastica riduzione della sfera di intervento dello Stato negli affari dei cittadini. Nozick si riallaccia alla tradizione liberale classica, da John Locke a John Stuart Mill per sostenere l'assoluta priorità degli individui sulla società; l’assunto di fondo della sua filosofia è che ci sono soltanto individui, con le loro vite personali e i loro diritti.

Con l'espressione diritti Nozick intende i diversi confini che limitano le legittime sfere di azione dei singoli: queste sfere sono "inviolabili", ovvero non possono essere varcate senza il consenso dell’individuo.

Analogamente a Locke, Nozick ritiene che l'individuo abbia il diritto di perseguire liberamente, senza costrizioni esterne, i propri piani di vita attraverso il diritto alla proprietà che, se posseduto a giusto titolo, non può subire nessuna limitazione, e per quanto riguarda il tema della giusta proprietà, Nozick ci offre pagine di grande rilevanza e profondità; il suo ragionamento si compone di tre argomenti. Il possesso della proprietà è giusto se rispetta queste condizioni:

 

1) Giustizia nell’acquisizione : valida acquisizione originaria da parte di qualcuno di cose non possedute da nessuno o tramite donazione;

 

2) Giustizia nei trasferimenti : valido passaggio della proprietà da individuo a individuo fondato cioè, su uno scambio volontario e non imposto violentemente

o fraudolentemente;

 

3) Conclusione: la giustizia nel possesso della proprietà è storica, cioè dipende dalla correttezza dei vari trasferimenti che la proprietà ha subito a partire dalla

validità dell'acquisizione originaria.

 

A questo punto si pone una questione molto importante: se i diritti degli individui sono talmente forti ed estesi, quale spazio resta allo Stato e alle sue funzioni?

La risposta di Nozick é che lo Stato deve interferire il meno possibile nella vita individuale: lo Stato deve essere minimo e non intrusivo.

I suoi compiti sono quelli di garantire nell'ambito del proprio territorio il rispetto della legge, attraverso la punizione, con l'uso della forza, per chi trasgredisce.

Soltanto uno stato minimo, ridotto strettamente alle funzioni di protezione contro la forza, il furto, la frode, di esecuzione dei contratti, etc. è giustificato; qualsiasi stato più esteso violerà i diritti delle persone di non essere costrette a compiere certe cose, ed è ingiustificato.

Al di fuori di questi compiti lo Stato non può e non deve andare, altrimenti lede i diritti degli individui: lo stato non può usare il suo apparato coercitivo allo scopo di far sì che alcuni cittadini ne aiutino altri, o per proibire alla gente attività per il suo proprio bene e per la sua propria protezione. Uno Stato che pensasse di provvedere a redistribuire il reddito e a riequilibrare le condizioni sociali, perseguendo politiche di "riparazione" nei confronti delle persone meno avvantaggiate, è uno Stato che non considera le singole persone come fini, ma semplicemente come mezzi in vista del bene della Società, intesa come la maggior parte, degli uomini (alla maniera dell'utilitarismo) o la totalità (alla maniera di Rawls).

Una minima redistribuzione del reddito a favore di chi non ce la fa o è in difficoltà è ammessa, ma non quello che sta accadendo oggi, con l'80% del reddito al socio non voluto ovvero lo Stato Italiano.

Secondo Nozick, non si può estendere alla società il discorso che vale per gli individui: “Come individuo, ciascuno di noi a volte preferisce sottoporsi a dolori o sacrifici per ottenere un benessere maggiore o per evitare un danno maggiore [...] Perché non sostenere, analogamente, che qualche persona deve fare sacrifici da cui altre persone trarranno vantaggi maggiori, per amore del bene sociale complessivo. Ma un'entità sociale, il cui bene sopporti qualche sacrificio per il proprio bene, non esiste. Ci sono solo individui, individui differenti, con le loro vite individuali. Usando uno di questi individui per il vantaggio di altri, si usa lui e si giova agli altri e basta. Che cosa succede? Che gli viene fatto qualcosa a profitto di altri. Ciò è nascosto sotto il discorso del bene sociale complessivo“.

Comportandosi in questo modo, osserva Nozick, lo Stato non rispetta e non considera sufficientemente il fatto che ogni persona è una persona separata e che la sua è l'unica vita che possiede.

Quella persona non riceve dal suo sacrificio un bene che ne superi il valore, e nessuno ha facoltà di imporglielo, e meno di tutti uno stato o un governo che pretenda la sua fedeltà e che perciò dev'essere scrupolosamente neutrale nei confronti dei propri cittadini. In definitiva, Nozick è convinto che non sia giustificato alcun sacrificio da parte di un individuo per solidarietà con gli altri; pensa che dobbiamo abbandonare l'utopia di una società perfetta, valida per tutti, e che, al contrario, dobbiamo prendere in considerazione l'utopia di un luogo in cui la gente sia libera di associarsi volontariamente per tentare di attuare la propria individuale visione della vita, senza imporla agli altri.

L'utopia, dunque, dev'essere una struttura per-la-libertà, che superi sia l'anarchia di un ipotetico "stato di natura”, sia lo Stato pianificatore, che obbliga qualcuno a fare sacrifici per aiutare altri. No all'anarchia dello stato di natura e allo statalismo, sì all'utopia della libertà: ecco spiegato il titolo dell'opera principale di Nozick, che costituisce un'ottima sintesi della sua filosofia. Dobbiamo adattarci ai bisogni di tutti, ma una tassazione al 20% e non all' 80% impedirebbe sprechi, furti, corruzione ed appropriazioni indebite di politici, amministrazioni etc. aiutando coloro che sono davvero in difficoltà e non indiscriminatamente.

 

Stato minimo è un movimento light non ideologico, scevro dalle appartenenze a destra o sinistra. Esso è light perché “minimo” e si rivolge a tutti coloro che condividono il decalogo dove il movimento trova la sua unica e principale fonte ed ove, allo stesso tempo, si esaurisce, né sinistra, né destra, né centro ma movimento indipendente non ideologico e neppure “eterno” : una volta realizzato, il progetto finisce.

 

1. TASSE : La tassazione deve essere ridotta al 20% massimo del reddito percepito da ciascun individuo e  l’INPS deve essere privatizzata. Lo stato deve assicurare lavoro a tutti, non pensioni d'oro e stipendi d'oro al pubblico impiego.

 

2. SANITA’: La sanità italiana è scadente e, allo stato attuale, non protegge i cittadini adeguatamente. I trattamenti che vengono prescritti spesso non sono confacenti alle patologie, i medici e gli ospedali spesso non riescono a gestire la mole di persone che si appellano al sistema sanitario nazionale gratuito. Il nostro sistema sanitario non è all’avanguardia e, a livello pratico, molto spesso i malati devono andare all’estero per avere cure adeguate alla propria patologia. E' un retaggio dell’URSS, in particolare dell’operato di Togliatti in Italia -ma anche memore del periodo fascista- che la sanità debba essere pubblica. Basta recarsi in qualsiasi ospedale del nostro paese per rendersi conto che le cose non stanno funzionando, che non è equo e giusto dare la sanità gratuita a tutti. Un noto esempio di malasanità è quello relativo alla distribuzione del Sofosbuvir, il costoso farmaco anti-epatite C. A causa della lentezza da parte delle Regioni nella distribuzione del farmaco, iniziarono i ricorsi ai giudici da parte di pazienti che necessitavano urgentemente del medicinale. Il sistema sanitario minimo deve essere gratuito, ed i cittadini dovrebbero fare una assicurazione, a costo cotenuto, che li tuteli per gli eventuali interventi gravi ed urgenti.

 

3. GIUSTIZIA: Il sistema giustizia è lento, intasato dall’eccessiva burocrazia. I giudici, oberati di lavoro, non sono incentivati a sbloccare questo sistema pubblico inefficiente perché non esistono controlli, è un sistema autoreferienzale. La privatizzazione del sistema giustizia, andrebbe a motivare i magistrati nell’espletamento del loro incarico e nello smaltimento dell’arretrato, accumulatosi per il malfunzionamento della giustizia pubblica. Concretamente, la privatizzazione dovrebbe realizzarsi attraverso l’appalto, da parte dello Stato, del sistema giustizia. I giudici, inizialmente, resteranno di nomina statale, attraverso concorso pubblico per titoli ed esami, ma la carica sarà onorifica ovvero della durata di sette anni, con una modifica alla Costituzione. Il sistema della responsabilità per l’operato dei giudici deve essere riformato, gli stessi, inoltre, devono essere sollevati dall’incarico qualora incorrano in responsabilità gravi. I giuristi, avranno inoltre la possibilità di diventare giudici onorari, per mezzo sempre di una modifica alla Costituzione. Infine, la magistratura deve essere privata di qualsiasi funzione di tipo politico, come i pareri preventivi sulle leggi.

 

4. PENSIONI : Le pensioni devono essere proporzionate ai contributi versati e ridotte per tutti coloro che hanno le cosiddette “maxi” pensioni. Lo Stato, in particolare, deve dare un minimo vitale, in base a quanto versato durante gli anni lavorativi. Le pensioni più basse dovranno essere innalzate e quelle più elevate abbattute. Il principio dei diritti quesiti non va disatteso, Le pensioni di giudici, politici, professori, dipendenti, apicali della P.A. vanno ridotte a vantaggio delle pensioni minime, che vanno innalzate. Deve essere introdotta, inoltre, la pensione facoltativa accessoria.

 

5. PRIVATIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: I comuni devono essere privatizzati, i servizi dati in appalto a privati ed efficientati; tutte le società pubbliche privatizzate al 100%, le province totalmente abolite. Le regioni devono essere accorpate in 5 macro-regioni  con poteri limitati e con pochi funzionari.

 

6. SICUREZZA : Funzione dello Stato è quella di garantire la sicurezza che deve essere potenziata poiché, a causa della forte immigrazione e dell’avvento del terrorismo, le persone non si sentono protette. In particolare, deve essere potenziata la polizia privata, che deve collaborare con la

polizia pubblica. Il sistema penale, per quanto riguarda la reiterazione del medesimo reato, deve essere inasprito, analogamente al sistema americano ove, la terza volta che uno stesso individuo compie il medesimo reato, le pena è aumentata cd. “three shots and you are out”. Gli stranieri che entrano in Italia devono lavorare e se delinquono devono essere espulsi in tempi ragionevoli.

 

7. IMMIGRAZIONE: Gli stranieri vanno aiutati nei loro paesi di origine, e l'immigrazione in Italia consentita solo a persone qualificate che possano inserirsi ed integrarsi nel tessuto socio - lavorativo. Il permesso di soggiorno deve avere la durata limitata ad un anno, rinnovabile. Senza lavoro oltre l'anno lo straniero deve essere espulso.

 

8. DEBITO PUBBLICO: Premesso l'alto livello di tasse che i singoli contribuenti sono tenuti a versare all'erario, il debito pubblico è giunto ad una soglia inspiegabilmente elevata. Parte delle tasse devono essere volte all'abbattimento del debito pubblico. Bisogna contrattare con i creditori una ristrutturazione del debito ed è necessario tutto il patrimonio immobiliare pubblico.

 

9. VENDITA PATRIMONIO IMMOBILIARE : Tutti i beni pubblici devono essere sdemanializzati per legge, salvo i quadri e le collezioni. Tutto deve confluire nel debito pubblico.

 

10. RIVOLUZIONE LIBERALE (in senso “gobettiano”): Gobetti era un rivoluzionario liberale e la sua opera più matura e conosciuta è senza dubbio "Rivoluzione liberale", titolo anche dell'omonima rivista antifascista. Egli auspicava, ad un ricambio profondo di classi dirigenti ed alla liberazione del cittadino dal socio non voluto, lo Stato. Questo pensiero, infatti, si attaglia perfettamente alla crisi odierna. La forte pressione fiscale affligge qualsiasi iniziativa imprenditoriale e molti si trovano costretti ad evadere perché, in fin dei conti ed in modo subdolo, lo stato li mette nella condizione di non poter pagare  le tasse inique e vessatorie.

Le leggi sono ingiuste e bisogna fortemente ridimensionare la presenza dello Stato nella vita dei cittadini perché ora, non siamo nient’altro che sudditi dello stato e non cittadini liberi.

La rivoluzione liberale deve dunque concretizzarsi, oggi, nella privatizzazione e rinnovazione di enti quali INPS, INAIL, nell'abolizione delle casse private e di tasse illegittime ed incostituzionali quali l'imposta di registro, il bollo, l'imu, le accise. Le autostrade devono essere privatizzate, il canone rai abolito. Equitalia deve essere privatizzata. L'aggio deve essere abolito. Il ritardo massimo nel pagamento delle rate ad Equitalia deve essere ripristinato ad otto. Oggi il governo Renzi ha ridotto ad un ritardo massimo di cinque rate.

Inoltre vanno messe in cantiere:

a) Riforma in materia edilizia

b) Facilitazione nel rilascio della licenza edilizia

c) Accorpamento e formazione di macro regioni e province

d) Abolizione degli aiuti economici dello Stato ai sindacati ed Enti pubblici. In Italia falliscono troppe imprese, manca una cultura dell'iniziativa imprenditoriale, che deve essere stimolata.

e) Alla procura della Repubblica ed ai giudici deve essere preclusa la possibilità di far fallire un'impresa. Quest'ultima, deve poter fallire solo se ha debiti non inferiori ad euro 1.000.000,00 nei confronti dei fornitori ed 1.000.000,00 nei confronti dello stato. I falliti devono poter ricominciare a lavorare dopo cinque anni.

f) Le banche sono in una situazione di egemonia e di potere preponderante nei confronti del cittadino; va fatta una legge secondo cui tutti i debiti devono essere rimborsati a rate, in particolare almeno 72 rate per tutti i debitori.

g) Le case dei cittadini sono espropriate con conversione di tutti i pignoramenti a 18 rate, ciò è del tutto incostituzionale.

h) I contribuenti che hanno inoltrato dopo il giorno 22/10/2014 la richiesta ad Equitalia S.p.A. per ottenere la rateizzazione dei debiti tributari, decadono da tale beneficio allo scadere della quinta rata non pagata ovvero dopo solo quattro rate di ritardo, così voluto dal governo Renzi. Coloro che, invecem hanno inoltrato la domanda primad el 22/10/2014 decadono dal beneficio allo scadere dell'ottava rata non pagata. Oggi, si è tornati ad un ritardo massimo di 4 rate, dopodiché si decade dal beneficio.

i) Lo stato confisca beni senza condanna penale o tributaria a chi gli pare. Questo non possiamo tollerarlo poiché la proprietà privata è sacra.

 

La solidarietà non è prerogativa dello stato, ma di tutti. Noi vogliamo realizzare l'utopia di Robert Nozick.

 

WE CAN DREAM.

 

Noi possiamo sognare ma dobbiamo veramente volerlo.

Uno stato in cui gli onesti hanno problemi ed i disonesti ridono non è lo stato che vogliamo.

Non vogliamo diventare disonesti per sopravvivere ma cambiare lo stato.

Non è questo lo stato che vogliamo!

ADERISCI A MOVIMENTO INDIPENDENTE “STATO MINIMO”.

 

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